ACQUA - terzo elemento- Mostra collettiva

 

ACQUA

 

Inaugurazione Mostra Collettiva

8.10.2016-10.01.2017

LiberArti

P.zza Barbacan 1/a- Trieste

8 Ottobre 2016, alle ore 20.00

A cura di María Sánchez Puyade

 

 

Artisti: Silvia Braida, Jacopo Di Cera, Claudia Franz, Tiziano Neppi, Vittoria Parrinello, María Sánchez Puyade.

 

L'acqua è l'elemento più nostalgico che ci sia, ancor più del fuoco, così evocativo. Sotto l'acqua abbiamo la beata impressione di appartenere ad un'altra dimensione, più fluida e profonda.

Il calore del Fuoco ci trattiene nel suo abbagliante incantesimo collegandoci con l'ignoto; l'Aria è l'altro che diamo per scontato: il fantasma che rimane dentro anche quando da tempo se n'è andato; l'Acqua invece è ciò che avremmo potuto essere oppure quello che siamo stati e che ormai faticosamente ricordiamo.

Dopo l'Aria, arriva per la Barcolana il terzo elemento per capire la Magia: l'Acqua.

L'Acqua è un elemento ciclico, che passa per diversi stati: nube, laguna, neve, vapore, giacchio, grandine, pioggia.

L'acqua è l'elemento che ci fa capire la complessa semplicità del mondo nella formula dell'idrogeno e dell'ossigeno e ci guida al cambiamento attraverso i mutamenti di stato e di forma.

Ogni volta che guardiamo il mare, secondo Jorge Luis Borges, esso ci stupisce come se fosse sempre la prima volta. Questa percezione sempre nuova è magia e la magia non capita spesso.

 

Le opere di questa mostra interpretano questo elemento in diversi modi: come vita o come morte; come movimento, e quindi, come viaggio e tempo che scorre; come ambiente circostante, oppure come nutrimento ed essenza di vita.

Il simbolo dell'acqua è un triangolo con il vertice in basso, che come noi, precipita. È una goccia nel tristissimo verso del poeta che implora: «Acqua, acqua ovunque,e neanche una goccia da bere!» («Water, water, everywhere, Nor any drop to drink!», The Rime of the Ancient Mariner, Samuel Taylor Coleridge).

 

La Curatrice

Breve descrizione delle opere in mostra

 

Claudia Franz trova nella tecnica dell'acquerello il rilievo della propria geografia. Centinaia di montagne come un massiccio di cartoline di viaggi sono state accumulate in decenni di passeggiate tra rifugi, sentieri e vette. Le sue “Montagne”, soggetto e sorgente, sono i paesaggi dove l'esterno diventa ospite di casa, fonte di ispirazione e ambiente circondante.

Jacopo Di Cera presenta una selezione del suo progetto fotografico “Fino alla Fine del Mare” ( HYPERLINK "https://www.facebook.com/finoallafinedelmare"https://www.facebook.com/finoallafinedelmare): uno sguardo ravvicinato e estetizzato di quello che rimane dei sogni dei migranti: particolari della “pelle” delle barche africane approdate da questa parte della sponda.

Tiziano Neppi, fermo sulla riva del mare, nel video intitolato “Liquido”, guarda il corpo galleggiante arrivato dopo l'ultima tempesta. All'idea di vita, di viaggio e di nostalgia presente negli altre opere in mostra, irrompe l'idea di morte come presenza corporea che non ha bisogno di didascalia.

Vittoria Parrinello presenta una delle sue sculture più poetiche: una nuvola di vetro in una gabbia di ferro: metafora de tutte le gabbie e di tutte le paure, di tutte le negazioni della libertà, del movimento e del nutrimento che si possano mai immaginare.

Silvia Braida indaga il movimento e la nascita di nuove forme attraverso l'incisione. Le tematiche che l'avvicinano all'acqua sono il viaggio e il germoglio: il principio, racchiuso in ogni uovo spinto nella vita, e l'albero che perde le radici e acquisisce sembianze umane con il movimento.

Per ultimo, l'installazione “Betta”, di María Sánchez Puyade, ci riavvicina al confinamento e alla solitudine dell'essere attraverso il simbolismo del pesce in una boccia d'acqua stagnante.